Il cyberbullismo

Oggi il 34% del bullismo avviene online ed è definito cyberbullismo. Questo termine indica atti di bullismo e di molestia effettuati attraverso mezzi elettronici come l’e-mail, la messaggistica istantanea, i blog, i telefoni cellulari, i cercapersone e i siti web.

Si prende di mira chi è ritenuto “diverso“, solitamente per aspetto estetico, timidezza o orientamento sessuale. L’esito più diffuso di tali molestie è l’ isolamento, che implica seri danni psicologici, come la depressione o, nei casi peggiori, il suicidio.

Uno dei casi più recenti che ha fatto scalpore in tutto il mondo è quello di Amanda Todd, vittima canadese del cyberbullismo morta suicida il 10 Ottobre 2012.

Il 7 settembre 2012, Amanda Todd ha caricato su YouTube un video dal titolo My Story: Struggling, bullying, suicide and self harm in cui, attraverso una serie di flashcard, racconta le esperienze subite da vittima di bullismo.

Tutto cominciò quando frequentava il secondo anno della scuola media. Ha usato una video chat per conoscere persone nuove su internet e ha ricevuto molti complimenti per il suo aspetto. Un estraneo l’avrebbe poi convinta a fotografarsi il seno nudo, minacciandola successivamente di esporre la foto  ai suoi amici a meno che lei non si fosse mostrata in un video.

Amanda rifiutò e la foto iniziò a circolare su internet. Questo le ha causato forti ansie, depressioni e attacchi di panico. La sua famiglia si è trasferita in una nuova casa, ma lei ha iniziato ad usare droghe e alcol e a non uscire più di casa.

L’uomo continuò a ricattarla attraverso un profilo falso su Facebook contattando i nuovi compagni di classe di Amanda nella sua nuova scuola. Ancora una volta Amanda Todd venne presa in giro e alla fine si ritrovò costretta a cambiare scuola per una seconda volta. Successivamente iniziò a frequentare un ragazzo più grande di lei, già fidanzato. Quando la fidanzata lo scoprì, insieme a un gruppo di altri ragazzi attaccò Amanda fuori da scuola gridandole insulti contro e picchiandola finché lei non rimase a terra. Dopo questo evento Amanda tentò il suicidio bevendo candeggina, ma riuscì a salvarsi.

Al suo ritorno scoprì messaggi offensivi su Facebook in merito al mancato suicidio. Il suo stato mentale peggiorò e lei cominciò ad autolesionarsi. Nonostante la sua famiglia si trasferì nuovamente in un’ altra città, i suoi nuovi compagni di classe continuavano ad insultarla in particolare per le sue difficoltà di apprendimento e per il fatto che passasse molto tempo in ospedale per curare la sua grave depressione.

Così, stanca di tutto questo, Amanda si suicidò impiccandosi il 10 Ottobre 2012.

Alessia Pellegrino

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Una risposta a Il cyberbullismo

  1. traslochi ha detto:

    Bellarticolo, molto utile! Stavo facendo le mie belle letture di post pre-nanna, per lasciare magari qualche commento… quando ho letto questo articolo! Grazie delle dritte!!!

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