25 aprile, festa della Liberazione Italiana

Questo 25 aprile si celebra il 68° anniversario della Liberazione, un giorno importante per rinnovare il ricordo di quella Resistenza portata avanti dai partigiani contro la dittatura fascista e l’occupazione nazista che permise all’Italia di riconquistare la libertà.  Il movimento partigiano pur essendo variegato e spesso al suo interno profondamente diviso era militarmente e, soprattutto, politicamente egemonizzato dal Partito Comunista Italiano (Pci), il cui leader politico all’epoca era Togliatti.

partigiani italiani

Anche chi non ha vissuto in prima persona questa guerra deve sapere che cosa hanno significato per il nostro Paese i 44.720 partigiani uccisi e i 21.168 invalidi per mano nazista e fascista, che è stata una guerra di popolo, una guerra di liberazione dallo straniero, che ha mobilitato 364.773 fra partigiani combattenti e patrioti; deve sapere che si è trattato del più vasto e spontaneo movimento popolare che la storia d’Italia ricordi.

Dopo 68 anni da quel 25 aprile del’45 (giorno della liberazione di Milano e Torino) l’Italia non ha dimenticato il sacrificio dei tanti che persero la vita perché in questo Paese ci credevano, di tanti che furono deportati nei campi di lavoro e nelle fabbriche tedesche perché  rifiutarono di arruolarsi nella Wehrmacht e chissà cos’altro. Crimini di guerra che la nostra nazione non può dimenticare come l’eccidio delle Fosse Ardeatine nel quale persero la vita 335 italiani (militari e civili), in risposta all’attentato di via Rasella portato a termine da 12 partigiani nel quale morirono 35 soldati tedeschi. Da lì la decisione di Adolf Hitler di far fucilare 10 italiani per ogni soldato tedesco ucciso, di distruggere il quartiere di Roma e di deportare 1000 ostaggi antifascisti per ogni soldato nazista morto.

Fosse Ardeatine

Fosse Ardeatine

«Ma quando una causa è stata difesa con così possente lotta di popolo – scriveva Cino Moscatellì nel 1958 – questa causa non muore.»

I tre Martiri Mario Cappelli, Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani

I “tre Martiri” Mario Cappelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani impiccati in piazza Giulio Cesare a Rimini, ora piazza Tre Martiri.

«Combattendo caddero per alzarsi giganti nel pensiero degli uomini liberi».

Filomena Crocco

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